Partiamo da una considerazione di partenza, quando veniamo alla luce, tre linee si incontrano:

la prima è quella del nostro “genio” della nostra individualità, della nostra essenza, all’interno della quale abbiamo depositato le nostre intenzioni, le motivazioni della vita, le doti, i talenti, le predisposizioni.

La seconda linea rappresenta l’elemento terrestre, che ci viene trasmesso per via ereditaria dai nostri genitori ed antenati, a questo livello agiscono anche influssi ambientali come clima, luogo, lingua ed epoca in cui si nasce.

La terza linea è quella dell’elemento animico, in stretto rapporto con gli influssi che esercitano le persone che incontriamo durante la vita: genitori, familiari, educatori, incontri nel sociale o nell’ambiente professionale.

Potrebbero quindi sorgere alcune domande del tipo:

  • Quali sono i miei talenti, le mie predisposizioni, le mie potenzialità?
  • Sto sviluppando questi talenti, predisposizioni, potenzialità?

oppure

  • Cosa mi sta particolarmente mettendo in difficoltà?
  • Cosa mi sto costringendo a fare?
  • Quali sono gli ostacoli che mi si continuano a proporre?

inoltre sul piano degli incontri umani

  • Che significato ha questa persona nella mia vita?
  • Quale è il mio compito nei confronti di questa persona?

oppure

  • Perchè questa persona continua a causare ostacoli nella mia strada?

in questo modo prende lentamente forma l’intreccio delle relazioni, degli avvenimenti che accadono e si inizia a scorgere il filo rosso che si snoda lungo la nostra vita, si inizia a dare un senso nuovo alle cose che accadono.

Prima di analizzare le varie fasi della Biografia Umana ritengo importante parlare delle qualità/facoltà riconosciute all’essere umano quali: pensare, sentire e volere.

Il pensare dell’essere umano è universale possiamo parlare lingue diverse ma comunicheremo lo stesso pensiero. La lingua è quindi solo un veicolo per pensieri universali. La dimensione in cui si può osservare il pensiero è nel passato.
Rielaborare l’esperienza vissuta attraverso il pensiero, far emergere l’apprendimento è di fondamentale importanza, la non comprensione porterà ad una cristallizzazione nel sentire e nel volere e farà in modo che esperienze analoghe si ripropongano nel tempo offrendo nuove opportunità per apprendere ciò di cui ancora non abbiamo preso coscienza.

Il sentire… immaginiamo di ascoltare un brano di musica, uno qualsiasi … in una platea di 100 persone, ognuna di loro avrà gradito o non gradito in modo molto personale quello che ha sentito, di fronte alla stessa situazione possiamo avere sentimenti diversi, quindi potremo dire che l’essere umano sente in modo individuale, personale. La dimensione in cui si percepisce il sentire è il presente, al qui ed ora, e l’esperienza di “restare” nel presente è sicuramente molto difficile da raggiungere per chiunque.
Inoltre potremmo dire che l’unica vera dimensione in cui abbiamo lo spazio per agire è quella del presente, poiché il passato non è più e il futuro non è ancora.

Il volere, entrare in azione, e in questo siamo totalmente individuali.
Per quanto si possa imitare qualcuno, lo si farà comunque in modo diverso, individuale.
La dimensione in cui si realizza il volere è il futuro, la volontà si esprime nelle azioni. Con il volere ci connettiamo al nostro future che è ricco di possibilità, di strade, ma solo attraverso l’azione che compierò la possibilità diventerà reale, si concretizzerà.

La biografia umana si compie quindi attraverso scelte e azioni.

Se volessimo parlare degli stati di coscienza che si hanno rispetto alle tre dimensioni temporali, potremmo dire che nel passato (quindi nel pensare), abbiamo uno stato di coscienza da svegli, infatti lo possiamo indagare e analizzare;
nel presente (quindi nel sentire), abbiamo uno stato di coscienza di dormiveglia, infatti è difficile essere davvero coscienti in maniera costante nel presente e nel proprio sentire;
nel futuro (quindi nel volere), siamo invece in uno stato di coscienza di sonno, infatti il futuro è per noi del tutto sconosciuto.