All’uomo viene concessa vera autoconoscenza quando sviluppa amorevole interesse per gli altri; l’uomo raggiunge vera conoscenza del mondo solo quando cerca di capire la propria essenza.

Rudolf Steiner: Wahrspruchworte. O.O.40

Rispecchiamento / Parallelismo.

Ho concluso il primo gruppi di 3 settenni parlando di rispecchiamento e  parallelismo.
Quale la differenza tra rispecchiamento e parallelismo in una biografia?
Per rispecchiamento si intende la trasformazione delle forze che erano presenti in un settennio.
Per esempio il primo settennio 1-7 è deputato alla crescita del sistema neurosensoriale, l’ultimo 56/63 rispecchierà caratteristiche o criticità negli argomenti legati ai primi sette anni di vita.
Si intende invece parallelismo quando ricorrono impulsi simili, ma ad un livello differente… per fare un esempio:
dal 21.mo anno di età al 42.mo vedremo un parallelismo con i tre precedenti, gli impulsi che si erano manifestati nel corso dei primi 3 settenni a livello fisico, si manifesteranno nei tre settenni 21/42 a livello animico. Il pianeta che governa questo periodo è il Sole.

Nel primo settennio abbiamo imparato a camminare;
nel quarto settennio impariamo a camminare nella vita, andare in giro per il mondo;

Nel primo abbiamo imparato a parlare, a pensare; nel quarto impariamo a parlare la lingua degli altri, in tutti i sensi.

Nota peculiare propria di questo periodo 21/28 è il desiderio di girare il mondo, di viaggiare, esplorare, e per quelli che non si muovono fisicamente, si manifesta il bisogno di esplorare temi diversi, di conoscere possibilità e limiti, di incontrare campi della vita spirituale. Si tratta di un periodo caratterizzato da alti e bassi, nel corso del quale siamo nuovamente dipendenti dal nostro ambiente, non più come nel primo settennio, dal lato fisico, ma nella sfera dell’anima. Diventa importante sapere quale opinione di noi hanno gli altri.

È un periodo in cui si può cadere preda di ogni tipo di ruolo sia professionale, personale che nell’ambito familiare.
La biografia esteriore inizia a contrapporsi a quella interiore, è importante fare in modo che si incontrino e uniscano, invece che entrino in conflitto.

È un periodo di scoperte, di scelte; si sceglie un percorso di studi o lavorativo, soprattutto si cercano persone con le quali condividere le scelte fatte, gruppi ai quali aderire; particolare attenzione va prestata alla dipendenza dall’ambiente circostante, dai colleghi, dal capo, dal partner.

In questa fase della vita incontrare un “compagno di destino” può essere molto stimolante; si possono sviluppare nuove forze, come mescolare giallo e blu e ottenere il verde… per meglio comprendere cosa sia un rapporto si può immaginare che ognuno abbia il proprio colore e lo mantenga pur amando, comprendendo l’altro; sarebbe inutile andare contro noi stessi per compiacere o pretendere che l’altro lo faccia per noi – prima o poi dovremo fare i conti con tutto questo. C’è bisogno di altro, di mettere in atto un processo creativo, trovare la forza e il coraggio di mescolare i due colori per ottenerne uno nuovo.
Comprendere l’altro nella sua diversità sarà la chiave che ci permetterà di dare vita a una quantità incredibile di sfumature.
Ogni persona ha il proprio colore, il proprio passo, il proprio ritmo, è importante rispettare il colore, passo, ritmo dell’altro.
Il processo creativo sta nel trovare un terzo colore, frutto della combinazione dei due.

Il 28.mo anno è accompagnato spesso da un momento di crisi, R. Steiner spiega che questo passaggio subisce l’influenza di Saturno; Saturno impiega 28 anni a fare il giro dello zodiaco, praticamente si troverà nella stessa posizione che aveva al momento della nascita.
Quando ci incarniamo è come fossimo spinti dal mondo spirituale e questa spinta iniziale dura 28 anni.
Siamo potenzialmente pronti ad affrontare la vita e ci accorgiamo che non è un automatismo, niente accade da solo, che gli obiettivi per essere conquistati, necessitano di grande consapevolezza, tenacia e sforzo personale.

Per completare il settennio alcune domande ci possono aiutare a trovare il filo conduttore di ogni fase:

  • il lavoro che ho scelto è in sintonia con me?
  • ho avuto possibilità di vivere diverse esperienze professionali?
  • ho acquisito esperienze diverse e varie professionalmente?
  • ho avuto un buon leader?
  • quali ruoli ho assunto? uno in particolare è stato troppo pesante da sostenere?
  • quali erano i miei ideali?
  • quali talenti ho trascurato (oppure non ho alimentato a sufficienza)?
  • quali sono stati i criteri di scelta del mio partner?
  • ho trovato un buon rapporto socialmente, professionalmente e con me stesso?

Quello che abbiamo sviluppato nel secondo settennio 7/14 il sistema ritmico sul piano fisico e simpatie e antipatie sul piano interiore, si ripropongono quindi nei 28/35 nella ricerca di equilibrio tra controllo del mondo e sviluppo della nostra interiorità. A 7/14 abbiamo sperimentato “Il mondo è bello” a 28/35 siamo nella possibilità di sperimentare la bellezza del mondo, ma anche alla possibilità di perderci in esso. Il rischio? Diventare materialisti, innamorarci della bellezza di una macchina o di una seconda casa al mare, in montagna…

Dai 28 ai 35 si prende consapevolezza di chi siamo e cosa vogliamo fare nella vita. R. Steiner, parlando di questo periodo, dice che questo è il momento in cui si inizia a comprendere la differenza tra “io ho/io possiedo” da quella ”io sono”. Qual è la differenza?io ho” si riferisce al mondo esteriore, a quello che ho o controllo nel mondo, mentre “io sono” si riferisce a ciò che sono, a chi sono diventato.

Prendiamo coscienza che quello che abbiamo/possediamo possiamo perderlo, ci può essere tolto, mentre possiamo sempre contare su chi siamo.
Ci chiediamo se abbiamo fatto buon uso del nostro talento o lo abbiamo mortificato, sprecato; se quello che abbiamo fatto fino ad ora potrà essere trasformato e diventare utile al mondo. Al singolo individuo scegliere se dare priorità a “ciò che si ha“ piuttosto che a “ciò che si è”.

È in questo settennio che possiamo creare un equilibrio tra l’idealismo e le illusioni che hanno caratterizzato il settennio precedente e la tendenza al materialismo e all’indurimento che emergeranno in quello successivo.

Un momento molto particolare è intorno ai 33 anni;
R. Steiner sostiene che fra i 30/33 anni abbiamo l’opportunità di “incontrare il  Cristo”.

Prerogativa di questi anni è il raggiungimento di alcune particolari qualità:

la prima…
l’essere in questo mondo, ma non di questo mondo” legato all’avere o all’essere, si sperimentano tensioni ed equilibrio fra ciò che si può “avere dal mondo” e ciò che si può “dare al mondo” per giungere ad una condizione di equilibrio/parità; quanto saremo “di questo mondo”, oppure “in questo mondo”?
la riflessione su questo argomento è fondamentale per determinare interiormente quanto accadrà nel divenire.

La seconda…
La sofferenza e la morte. Nel buddismo si guarda alla sofferenza attraverso la legge di causa/effetto e quindi qualcosa che si può evitare.
Nel cristianesimo ci si chiede se la sofferenza abbia un senso.

È interessante osservare come in questo periodo 28/35 in ogni biografia si proponga l’incontro con la morte, di un parente di una persona vicina, oppure si assista a situazioni che riguardano la morte.
È anche possibile che si inizi a riflettere sulla possibilità di una propria malattia o morte.
È l’età in cui consapevolmente o no, si sceglie se andare sempre più verso il mondo o se privilegiare il proprio essere;
Cambia anche il modo di relazionarci con altri esseri umani.
Se dai 21 ai 28 l’attrazione sessuale dominava, in questo settennio si cerca più amici nell’anima. Predomina il bisogno di relazioni interiore, relazioni di pensiero con il mondo e con i propri partner.

La terza…
Il centro di una biografia si colloca +- tra i 30/33 anni, quello è il vero centro, la terza qualità è la resurrezione ecco come può agire:

la linea tratteggiata è relativa allo sviluppo dell’anima che inizialmente è legata allo sviluppo del corpo fisico, procedendo nella crescita se ne libera.
Questo passaggio verso uno sviluppo dell’anima avviene solo attraverso uno sforzo, una iniziativa consapevole, se non facessimo niente la nostra attività interiore seguirebbe il declino del corpo fisico.

Se vogliamo che l’evoluzione dell’anima segua il suo percorso evolutivo, indipendentemente dal corpo fisico, dobbiamo deciderlo, scegliere di farlo e ciò avviene solitamente intorno ai 30/33 anni.

Il concetto di resurrezione, corrisponde simbolicamente al superamento attraverso lo spirituale del decadimento fisico. Ci vuole una certa abilità ad essere presenti “dentro questo mondo”, senza appartenervi, senza appunto “essere di questo mondo”. Questa è un’esperienza che ogni essere umano fa, la differenza è la consapevolezza con la quale si vive l’una o l’altra modalità.

 
a questo punto potremmo chiederci:

  • la mia individualità ha potuto svilupparsi bene in questi anni?
  • ero sottomesso, o ero io a sottomettere gli altri?
  • ho trovato il mio campo di azione?
  • come percepivo la vita, che relazione avevo con me stesso?
  • cosa significava per me realizzare la mia vita?
  • che incontri significativi ho fatto tra i 30 e i 33 anni?
  • si è verificato qualche avvenimento decisivo nella mia vita in quel periodo?

Entriamo quindi nel sesto settennio 35/42 siamo a quello che viene definito punto centrale della vita, momento in cui il nostro legame con la terra è più stretto; siamo a metà della vita e cioè della trasformazione “dal prendere dal mondo” al “dare al mondo”.

Le fasi precedenti della vita sono state come una grande inspirazione del Cosmo, della natura, dell’ambiente, dell’educazione, della conoscenza; ora ci sentiamo sicuri e a nostro agio in generale, pronti a realizzare/concretizzare la nostra missione, a procedere nel nostro processo evolutivo.

Tendiamo a lavorare dall’interno verso l’esterno usando i nostri talenti e le competenze acquisite, sviluppiamo un sentimento di fratellanza, tolleranza e rispetto per il nostro prossimo.
Rovescio della medaglia… l’aspetto negativo che può manifestarsi è cadere nell’egoismo e nella prepotenza, rischiando di diventare dei “piccoli Napoleoni”
(Napoleone all’età di 35 anni si incoronò Imperatore).

In questo periodo 21/42 accadono due eventi importanti per l’evoluzione dell’essere umano, dopo l’influenza di Saturno (28 anni) avremo un altro rito cosmico, quello dei nodi lunari, la durata di un nodo lunare è di 18 anni e 7 mesi;
ricordiamo cos’è un nodo lunare.

L’asse della luna rispetto all’asse terrestre si ripropone nella stessa posizione che aveva alla nascita.

Proviamo a capirne gli effetti: dal punto di vista spirituale Luna e Saturno hanno ruolo opposto. La Luna si collega con il nostro passato (karma passato) e Saturno con il nostro futuro (karma futuro).

Immaginiamo che quando nasciamo il tracciato fondamentale della nostra vita sia già determinato, l’opportunità che abbiamo con il nodo lunare è quella di aprire una finestra di un paio di mesi e integrare/aggiungere nuovi impulsi che potevamo non aver considerato e previsto e quindi avere l’opportunità di cambiare qualcosa; uno spazio in cui liberarci del karma passato e creare un po’ di karma futuro; è anche importante osservare gli incontri che avvengono, possono manifestare qualcosa del proprio destino.

Il primo nodo lunare lo incontriamo nel corso del 19° anno, possiamo quindi portare un nuovo impulso nella nostra vita; (In alcune culture è questo il momento in cui il giovane lascia la casa dei propri genitori, per andare all’università oppure per entrare nel mondo del lavoro; in entrambi i casi sono occasioni utili per aprirsi ad un mondo che ancora non conosciamo, con il quale relazionarci e avere la possibilità di introdurre nuove qualità nel nostro cammino). A circa 37 anni si propone il secondo nodo lunare, una seconda occasione per liberarci di vecchio karma, introdurre nuovi impulsi, aumentare i punti di vista e concederci nuove opportunità.

In questo periodo della nostra vita ci poniamo delle domande… tra le tante… Che cosa rimane di noi se abbandoniamo tutti i ruoli che abbiamo assunto?

La maturazione della nostra personalità ci porta a chiederci di scegliere se vivere per apparire o per essere; iniziamo ad agire secondo le nostre vere convinzioni in modo sincero, autentico.

L’essere umano a questo punto è in grado di considerare le cose con maggior chiarezza e giudizio critico, gli diventa più facile avere il coraggio di trasformare la visione critica dell’esterno in una visione critica del proprio intimo e si chiede quali siano i propri limiti, le proprie capacità e possibilità.

Mentre tra i 21/28 pensavamo che tutto fosse possibile ora siamo chiamati a un duro confronto con i nostri limiti, non tutto è possibile, possiamo realizzare solo una parte di noi stessi. Quardando indietro alla propria vita, una domanda sorge spontanea:
Quali impulsi, quali ambizioni professionali/personali ho lasciato al livello di sola intenzione? Posso recuperare quanto ho lasciato indietro? Se si, come?

Si rivedono convinzioni e valori, molte donne (dopo aver cresciuto i figli) riprendono in mano la loro vita, riprendono studi interrotti, professioni accantonate; altri decidono di cambiare lavoro, forse per necessità hanno mortificati i propri talenti, valori. Si rimettono quindi in gioco in nuovo percorso per realizzare ora, quello che sentono sia il loro vero scopo nella vita.

Cominciamo a percepire le cose secondo la loro essenza e siamo ora in grado di discernere, distinguere l’essenziale dal superfluo.

Si evolve anche il nostro modo di relazionarci agli altri, percepiamo gli altri nel loro vero essere. Inizia una fase di forte crescita spirituale; le nostre parole si arricchiscono dell’esperienza e dei contenuti che abbiamo accumulato nel corso della vita.

Può tuttavia accadere che si tenti di nascondere il vuoto interiore che ci si propone, cercando altrove, evitiamo il confronto con noi stessi, magari rifugiandoci nell’abuso di alcool o droghe.

Può inoltre accadere che si cerchi di trovare nel materialismo, nella smania di possedere sempre di più, il senso della propria vita attraverso l’accumulo di beni materiali.

Trovare una sintesi di un periodo della vita così importante è estremamente riduttivo
accadono tante cose, è il cuore della vita di un essere umano.

Ora ci si potrebbe chiedere:

  • ho adottato nuovi valori? e trasformato quindi la mia vita?
  • ho notato un cambiamento fondamentale intorno ai 37 anni?
  • sento di essere in sintonia con il mio compito, la mia missione?
  • ho trovato il senso della mia esistenza? e l’ho accettato?
  • come mi vedo io? e come mi vedono gli altri?
  • di quali illusioni mi sono liberto in questa fase?

per chi volesse approfondire nell’articolo del    si possono trovare i riferimenti bibliografici, particolarmente consigliati:
Prendere in mano la propria vitaGudrun Burkhard – Natura e Cultura Editrice
Il Lavoro Biografico e Crisi BiograficheQuaderni di Flensburg – Editrice Novalis