Ci sono temi nella vita che ci toccano più di altri, periodicamente ti ricordano, a volte con insistenza, la loro presenza nella tua vita.
Dal mio punto di vista lo fanno per aiutarti a verificare se ne hai compreso appieno il significato.
Due sono in particolare quelli dai quali mi sento particolarmente coinvolta.
Il primo, è il tema della libertà, il secondo l’incontro, dove per incontro intendo sia con altre persone, che con se stessi.

Nel suo pensare ed agire è l’uomo un essere spiritualmente libero, oppure si trova sotto la costrizione di una ferrea necessità di leggi puramente naturali? A pochi problemi è stato rivolto tanto acume quanto a questo.

Con queste parole Rudolf Steiner nel suo libro La Filosofia della libertà introduce quello che lui definisce l’agire umano cosciente. Parla di tri-articolazione considerando le tre qualità dell’anima: pensare, sentire, volere.

I temi di libertà e incontro li percepisco in qualche modo legati; per incontrare veramente e profondamente qualcuno hai bisogno di farlo in totale libertà, hai bisogno di sapere che la vera condivisione avverrà solo se sarai disponibile a dare e ricevere, permettere uno scambio senza ausilio di barriere o difese.

Mi sono chiesta spesso cosa impedisca a tutti noi di permettere che questo accada; ho cercato una o più risposte analizzando il senso profondo di queste tre qualità.

Il pensare dell’essere umano è universale possiamo parlare lingue diverse ma comunicheremo lo stesso pensiero. Con il pensiero valutiamo, creiamo strutture; possiamo eliminare, integrare, si tratta di uno strumento che ci consente di affrontare il mondo. Il pensare è quindi un’azione razionale, nella quale dividiamo l’oggettività, i fatti che per loro natura sono neutri, dai sentimenti, dalle emozioni. Nel pensare siamo coscienti, è un’attività che ci accompagna quando siamo svegli, durante l’arco della giornata; il pensare agisce a livello psicologico e riguarda il passato. L’istante in cui abbiamo smesso di pensare fa già parte del passato. Nel pensiere siamo esseri universali.
Il sentire e l’attività emozionale che si esprime attraverso il sistema ritmico della zona mediana (ritmo cardio – respiratorio) in questa modalità siamo parzialmente svegli. A volte lasciamo che le abitudini possano decidere per noi. Immaginiamo di ascoltare un brano di musica, uno qualsiasi… in una platea di 100 persone, ognuna di loro avrà gradito o non gradito in modo molto personale quello che ha sentito, di fronte alla stessa situazione aggiungeremo ai fatti il nostro vissuto interiore. È l’ambito in cui si muovono sentimenti e affettività e nel quale agiamo a livello spirituale o esistenziale, nel tempo presente. La dimensione in cui si percepisce il sentire è quindi il presente, il qui e ora; l’esperienza di “rimanere” nel presente è sicuramente molto difficile da raggiungere per chiunque. Quindi l’unica vera dimensione in cui abbiamo lo spazio per agire è quella del presente, poiché il passato non è più e il futuro non è ancora. Nel modo in cui sentiamo siamo più individuali e di fronte alla stessa cosa possiamo avere sentimenti diversi.
Il volere si muove a livello fenomenologico ha come compito l’azione, il mettere in pratica le nostre aspirazioni, i nostri bisogni e in questo siamo totalmente individuali. Per quanto si possa imitare qualcuno, sarà comunque sempre in modo diverso, individuale. Il volere lo percepiamo attraverso il movimento del nostro corpo e il calore che proviene dal metabolismo. La dimensione in cui si realizza il volere è il futuro, la volontà si esprime nelle azioni. Con il volere ci connettiamo al nostro futuro che è ricco di possibilità, di strade, ma solo attraverso l’azione che compiremo, le possibilità diventeranno reali, si concretizzeranno. Possiamo essere inconsapevoli di fronte al perché delle nostre azioni e a volte le subiamo, viviamo nel volere come in una condizione di sonno profondo in questo ambito l’uomo non è libero.

Potremmo dire che l’uomo è parzialmente libero solo nel sentire, questo l’assunto di base della filosofia della libertà di Steiner.

Ho ritenuto interessante fare questa premessa sulle qualità dell’anima, per dare un nuovo senso ad alcune azioni che mettiamo in atto spesso inconsapevolmente.

L’essere coscienti ci permette di rendere visibili i due ruoli con cui abitualmente recitiamo lal nostra vita:
la vittima e il giocatore.

Fred Kofman nel suo libro “Business consapevole” definisce “vittima” chi crede di avere scarsa possibilità di azione e scarsa possibilità di influenzare le cose che gli accadono, in sostanza subisce passivamente le situazioni. Non essendone artefice, ritiene di non poterle in alcun modo risolvere.

È “giocatore” invece chi crede di avere possibilità di agire o poter influenzare, tende ad attivarsi nelle situazioni, si sente artefice e in grado di affrontarle e risolverle.

Ognuno di noi possiede tre sfere:

1. Sfera della Possibilità (dipende da me al 100%)

2. Sfera di Influenza (non dipende solo da me, ma con ciò che faccio o ometto di fare, potrò influenzare la situazione)

3. Sfera dell’Accettazione (tutto ciò non dipende da me e non posso influenzare sia che faccia o non faccia qualcosa).

In uno dei ruoli saremo protagonisti e potremo perché no… decidere di cambiare l’epilogo della nostra storia; nell’altro invece, essere solo delle semplice comparse subendo il finale che altri hanno deciso per noi.

Come Ascoltare
Quando il nostro interlocutore parla, diventa per noi fondamentale ascoltare in profondità che cosa sta dicendo, e come sta formulando le cose che dice.

I sostantivi hanno a che fare con il pensare, il pensiero, il concetto;

Gli aggettivi hanno a che fare con il sentire quindi l’utilizzo degli aggettivi che sta usando, ci dice parecchio della sua sfera del sentire, che cosa è coinvolto, quale emozione, quale sentimento.

I verbi hanno a che fare con il volere, quindi dietro i verbi che lui sta utilizzando c’è l’impulso ad agire che lui sta avendo.

Quindi nella comunicazione, se noi adottiamo l’ascolto profondo, già semplicemente attraverso le parole, che chi abbiamo di fronte esprime, possiamo scoprire un mondo nascosto.

Un modo di incontrare le persone a più livelli, e rendere visibile e concreta l’essenza di entrambi gli interlocutori.

Provare per credere!