È un settennio sotto l’influsso di Saturno, che si manifesta attraverso la polarità, dal punto di vista fisiologico, evidenzia le criticità di quanto abbiamo di più duro e più formato: lo scheletro da un lato, e dall’altro ciò che abbiamo di più fluido: il sangue.

La domanda riguarderà dove vogliamo andare: più dalla parte dello scheletro (delle finanze, del corpo fisico, delle cose materiali) oppure più verso il versante del sangue (della spiritualità, dell’escarnazione)?

Il nono settennio viene definito “fase mistica” ed è legato alla coscienza intuitiva; coscienza intuitiva significa vedere le cose così come sono, si ha accesso alle idee in senso platonico, si potranno finalmente verificare condizioni di illuminazione e vedere, intuire. Semplicemente si saprà.

Fisicamente si potrà sperimentare minore forza, le ossa potranno dissentire; si potrà aver bisogno di occhiali e avere qualche problema all’udito, ma si tratterà di un processo di cambiamento che porterà l’essere umano a irradiare una luce interiore.

Quanto più il corpo fisico diminuirà, tanto più il mondo spirituale irradierà dall’interno attraverso la personalità che abita il corpo fisico.
Inoltre ci si potrà trovare ad affrontare malattie quali il diabete, dolori articolari e muscolari, pressione alta e trovarci nella condizione di dover modificare abitudini e alimentazione; si dovrà spesso imparare a convivere con la rinuncia. Per molte persone questo periodo corrisponde all’età del pensionamento e con tanto tempo a disposizione possono finalmente dedicarsi a qualche hobby o a passioni fino a quel momento accantonate.

In ogni caso è un momento di retrospettiva nel quale si fa il punto della situazione, si potrà concludere qualcosa di vecchio, superato o aprire qualcosa di nuovo.

Dopo i 63 anni ci liberiamo pian piano dall’intreccio del nostro destino e questo momento della vita può essere vissuto come una seconda nascita. La salute potrà migliorare soprattutto se nella fase precedente della nostra vita, dopo i 42 anni avremo saputo dare prova di coraggio e creatività, trovato un nuovo ritmo e una nuova saggezza e avremo sviluppato interiorità e pazienza.

Da questo momento in poi, i cicli settennali si mescolano e i loro confini non saranno più così precisi, il tutto dipenderà dal destino individuale di ogni essere umano. Sarà come avere un nuovo mazzo di carte e decidere ora, di giocarlo alle nostre condizioni.

Le forze fisiche continueranno comunque a diminuire mentre animico e spirituale si staccano sempre più dal corpo, consentendoci di superare le sofferenze fisiche e sentendoci così più liberi di volgerci sempre più a una esistenza cosmica permettendoci di ampliare la nostra coscienza e conseguire nuovi punti di vista.

In ogni caso nei 3 settenni successivi potremo osservare delle caratteristiche comuni ai primi:

Dai 63 ai 70 la riscoperta della capacità di meravigliarsi, di fronte alla natura, all’ambiente; se volgiamo lo sguardo alla nostra prima infanzia potremo far sorgere di nuovo in noi il sentimento della gratitudine; potremo far rinascere in noi il bambino che siamo stati.

Dai 70 ai 77 le qualità acquisite nel secondo settennio (7-14) attraverso l’educazione risultano evidenti (Rudolf Steiner ha parlato di come l’essere che nella sua infanzia ha imparato a pregare, in vecchiaia avrà il potere di benedire, egli stesso diventa una benedizione per chi lo circonda). Anche la bellezza del mondo verrà vista con occhi nuovo. A questa età l’essere umano dispone realmente della facoltà di diffondere intorno a se un senso di calma, di benedire e dar prova di compassione nei confronti del prossimo.

Dai 77 ai 84 anni facciamo rinascere in noi il giovane che siamo stati vivendo una rinnovata aspirazione alla verità. L’esistenza terrena si sta per concludere e noi dovremo infine far morire le nostre cattive abitudini. Ci rivolgeremo e guarderemo a noi stessi in verità e giustizia, con una coscienza chiara per poterci riconciliare con i nostri simili.

L’aspettativa di vita, ovviamente non è la stessa per tutti; si può vivere un tempo breve ed essere straordinariamente importanti per il mondo – Mozart e altri grandi geni ne sono un esempio – oppure vivere a lungo e trascorrere gli ultimi anni della nostra esistenza vegetando, senza lasciare niente al mondo.

Per rendere fruttuosa la propria vita è importante continuare ad apprendere qualcosa di nuovo fino alla fine dei nostri giorni.
Le ultime fasi del corso della vita possono essere vissute come la scalata di una montagna, al termine della quale, raggiunta la cima si avverte che esiste una vetta più alta da raggiungere, fino ad arrivare là dove il volo dell’aquila ci indicherà nel sole tramontante la nostra via.

Durante l’arco della nostra vita ci saranno avvenimenti positivi e negativi, spesso quelli negativi saranno un’occasione che il nostro destino ci offre, per imparare ed acquisire nuove facoltà; lo studio della nostra biografia ci offre l’opportunità di osservare ogni piccola sfumatura e fare in modo che ogni cosa assuma un nuovo significato.