Se fossi bambina, cosa vorrei fare da grande? Una domanda strana da porsi quando si è adulti da un bel po’, eppure potrebbe essere un modo per scrollarti di dosso tutte le convinzioni, le credenze limitanti che hai accumulato in questi anni. Sono sicura che l’adulta direbbe una cosa, la stessa adulta fingendosi bambina ne direbbe un’altra, e non perché i bambini sono ingenui, non sanno, perché loro pensano con il cuore.

Ad esempio, quando ero bimba (3/4 anni) avrei voluto fare la sarta come la mia mamma, perché quando lavorava io le ero vicina e lei spesso cantava per me, poi a 5/6 anni ho cominciato ad aiutarla; ricordo che cuciva dei boxer di cotone da uomo, immensi, con uno di questi avrei potuto farmi una capanna.

Ma quello che volevo di più era diventare adulta e passavo ore davanti allo specchio con tacchi a spillo a vedere com’era essere un po’ più grandi (il pavimento di legno della sua camera da letto ne ha portato a lungo i segni).

È pure strano porsi questa domanda, quando buona parte della tua vita professionale l’hai spesa (forse dovrei dire investita) a fare, a volte, quello che altri avevano deciso per te; o perché rispetto alle priorità, la qualità del lavoro che facevi veniva sempre dopo la convenienza, la logistica, la famiglia e i figli. Per non parlare del fatto di essere donna? Ieri come oggi, se una azienda pubblica o privata deve scegliere a chi rinunciare, non credo abbia dubbi!

Poi un giorno per una serie di motivi, perché non ce la fai più o perché qualcuno ha deciso al posto tuo, ti trovi ad avere una quantità incredibile di tempo a disposizione e a non aver la più pallida idea di cosa farne.

Ti guardi intorno e scopri che non sei più giovane; perché qualcuno dovrebbe investire su di te? Non sei abbastanza vecchia per la pensione!
Sei lì in un limbo, una sorta di purgatorio dove inevitabilmente fai una retrospettiva della tua vita professionale e non solo, passando da momenti di incredulo ottimismo ad altri in cui hai la netta sensazione di indossare il mantello dell’invisibilità.

Di una cosa sei certa, è arrivato il momento di allargare le braccia e accogliere te stessa in un abbraccio rivestendo contemporaneamente il ruolo del rassicurato e di chi rassicura. Siamo ormai sufficientemente cresciute per capire che se ci aspettiamo qualcosa da qualcuno, potremmo rimanere deluse e quindi decidiamo di provare a fare per noi stesse, quello che sapevamo fare così bene per gli altri.

Da pochi mesi ho incontrato un gruppo di donne che come me sta cercando di dare una svolta alla propria vita lavorativa. Proveniamo da situazioni e ambienti professionali diversi, abbiamo in comune la voglia di scoprire cosa accade nella rete e a tutto quello che ruota intorno! Forse abbiamo in comune anche la disponibilità a rimetterci in gioco completamente, senza riserve. Non abbiamo niente da perdere!

E come si dice…. “aiutati che il ciel ti aiuta” abbiamo incontrato un gruppo di persone che contrariamente a quanto avremmo mai immaginato, stanno credendo in noi e sembra che la sfida sia diventata una sfida comune.

Abbiamo incontrato la passione, il cuore, il piacere di fare e di condividere; la voglia di rompere gli schemi e di portare un cambiamento dentro e fuori di noi. Quindi se fossi bambina cosa vorrei fare da grande?

Quella bambina vorrebbe fare la differenza, lasciare nel cuore delle persone che incontra un seme di speranza e fiducia. La vita è meravigliosa e il modo in cui decideremo di viverla, farà la differenza!