“Noi non attribuiamo particolare valore al possesso di una virtù, finché non ne notiamo la totale mancanza nel nostro avversario.”

Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano, 1878

“Una virtù non è altro che un vizio che s’innalza invece di abbassarsi; e una qualità è un difetto che ha saputo rendersi utile.”

De Sade

Ci sono giorni in cui sembra che tutto quello che ci accade, abbia come unico scopo, testare la nostra abilità a superare gli ostacoli che la vita ci propone.

Pur essendo consapevoli che nessuno si alza al mattino e decide di metterci in difficoltà, che tutto fa parte del pacchetto, non sempre abbiamo la forza e il coraggio di pensare che passerà, che andrà tutto bene!

In questi momenti cerco conforto nella saggezza.

Aristotele sviluppa un’interessante, originale pensiero sulla saggezza:

Ci sono cose che riusciamo a spiegare con la scienza, altre che riguardano azioni e comportamenti di tutti i giorni in cui è meglio affidarsi alla saggezza (cioè avere la capacità di sapersi gestire nelle varie situazioni; detto anche buon senso.)

Che cosa insegna la saggezza di Aristotele?
Per essere saggi, dice lui, dobbiamo fissarci un obiettivo e decidere che cosa vogliamo fare… Ogni persona avrà il suo obiettivo, ma ce n’è uno che accomuna tutti.

Tutti noi facciamo l’occhiolino alla felicità, qualcuno la rifiuterebbe qualora gli fosse offerta? Possiamo trovare persone alle quali non interessano i soldi, i piaceri eccetera, ma difficilmente qualcuno dirà di non voler un po’ di felicità.

Io fatico a pensare di perseguire la felicità, penso che sia troppo! Forse in modo scaramantico sostengo mi basterebbe essere “serena”… o forse anche perché semplicemente il significato della parola felicità è soggettivo.

Se chiedessimo a 100 persone cosa sia per loro la felicità, avremmo 100 risposte tutte diverse, alcune diametralmente opposte…

Felicità: Stato d’animo di chi è sereno, non turbato da dolori o preoccupazioni e gode di questo suo stato.

In realtà a questa voce il vocabolario treccani dedica ampio spazio: dal significato che le attribuisce Dante, al dizionario di economia e finanza, fino all’enciclopedia italiana. C’è di che stupirsi.

Ma torniamo ad Aristotele, Secondo lui saremo felici quando avremo realizzato il nostro fine, quando le azioni saranno finalizzate a perseguire qualcosa che volevamo, questo quindi ci renderà felici non solo al raggiungimento della meta ma anche nel viaggio a perseguirla.

In sintesi: il fine dell’uomo in generale è essere razionale; nella vita pratica essere razionali equivale a essere virtuosi; ergo: essere virtuosi rende felici.

La scuola di Atene, Città del Vaticano, Stanza della Segnatura di Raffaello Sanzio

Che cos’è la virtù? Come si diventa virtuosi?
 

Tra i vari significati contemporanei: Disposizione a fare il bene per se stesso, senza attendersi alcun utile, sia nella vita privata che in quella pubblica: le virtù civili di una società; per le qualità di una persona, dote: ha la virtù della franchezza. Le quattro virtù cardinali nella dottrina Cristiana: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Le tre virtù teologali: fede, speranza e carità. Nel detto fare di necessità virtù: adattarsi intelligentemente alle circostanze.

Per Aristotele: la virtù non è altro che la via di mezzo fra due vizi opposti, essere virtuosi significa mantenere un buon equilibrio tra i due.

Alcuni esempi: quello più famoso riguarda il coraggio. Una persona coraggiosa non è un vile che fugge davanti a qualsiasi cosa, ma neppure un temerario che si caccia in qualsiasi guaio senza rendersene conto.

La persona coraggiosa è quella che vede il pericolo e decide di affrontarlo, il giusto equilibrio quindi fra viltà e temerarietà.

Nel caso della giustizia, suggerisce che la stessa sia una mediazione fra vari concetti di giustizia e che in questo caso l’equilibrio sia tra il fare e il subire giustizia.

Eppure, per essere felici questo non basta!
Chiaramente, dice lui, abbiamo bisogno, di salute, di stare bene; di essere dotati di beni di fortuna, anche il denaro contribuisce alla felicità, anche se questo rende felice fino a quando è un mezzo per fare qualcosa, se invece diventa un fine.

Ma la cosa più importante a suo avviso è:
Per essere felici si devono avere buone relazioni e propone un’analisi interessante sull’amicizia.

Le relazioni che intessono due amici, hanno come presupposto primario ed essenziale il ricavo di un reciproco vantaggio.

Secondo la sua analisi esistono tre tipi di vantaggi e quindi di amicizie:

  • Vantaggio materiale in questo caso si tratta di una forma di amicizia definita da una società di affari: si diventa soci.
  • Vantaggio di piacere che ricavo dall’altro, in questo caso parliamo di amore.
  • Ma secondo lui l’amicizia vera è quella in cui ci si scambia virtù.

La relazione che ha come vantaggio “diventare più virtuosi” è quella dell’amicizia.

La relazione tra due amici che noi chiamiamo amicizia, ha lo scopo quindi di far incontrare persone che perseguono un medesimo fine anche se a livelli diversi.

Se perseguiamo l’obiettivo “bontà”, una relazione efficace sarà se entrambe le persone perseguono la stessa virtù, maggior vantaggio ne trarrà colui che troverà nell’altro un modello di bontà da perseguire, non chi della bontà proprio non saprebbe cosa farsene.
Il reciproco vantaggio, quando entrambi avranno qualcosa di cui essere uno di esempio per l’altro.

Un pensiero molto razionale, forse scontato e banale, che mi ha fatto riflettere.
Nella nostra vita incontriamo tanti “amici”, alcuni restano, altri se ne vanno e questo accade quando, in uno o in entrambi, cambiano gli obiettivi o gli scopi.

Mi sono anche spiegata perché sia così complicato coltivare un’amicizia, secondo me ancor più difficile di una relazione d’amore nella quale puoi avere obiettivi e scopi anche di diversa natura (spesso materiali – veri e propri contratti).

Un viaggio un po’ tortuoso: dal bisogno di conforto di cui prendere coscienza con la saggezza, per riconoscere le virtù che si possono ricavare da un rapporto di amicizia…

Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un’esistenza felice, la più grande è l’amicizia.

Epicuro