Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale. L’amore mostra all’uomo quale dovrebbe essere.

Anton Čechov, Quaderni, 1891/1904

Basta guardare qualcuno in faccia un po’ di più, per avere la sensazione alla fine di guardarti in uno specchio.

Paul Auster, Mr Vertigo, 1994

Terzo specchio Esseno
 

… non mi resi conto della sua presenza fino a quando non incrociai i suoi occhi e una scarica elettrica saettò lungo la colonna vertebrale… le gambe si fecero molli e il tempo si fermò!

 

Questa potrebbe essere la sintesi del terzo specchio Esseno, ma solo la superficie, lo smalto!

Parliamo di attrazione, di colpo di fulmine; in genere accade nelle relazioni tra uomo e donna, ma gli effetti di questo specchio vanno oltre il genere, si possono riscontrare e rendere tangibili anche tra persone dello stesso sesso e avere una valenza di tipo professionale, politica o religiosa.

Può accadere che la persona che ci troviamo di fronte incarni una parte di noi cui abbiamo rinunciato per motivi diversi: cultura, educazione o ambiente; anche aspetti che abbiamo perso senza rendercene conto per compiacere qualcuno, o per sentirci accettati in un gruppo o nella famiglia.

Potremo aver soffocato attitudini o parti del nostro carattere a seguito di compromessi o per pura sopravvivenza, inconsapevoli del fatto che i semi sono rimasti lì, pronti a germogliare alla prima occasione.

Gregg Braden nella sua videoconferenza “Camminare tra i Mondi” porta l’esempio interessante di un suo incontro avvenuto in occasione di un seminario; qualcosa che potrebbe essere accaduto o potrebbe accadere ad ognuno di noi.

Braden racconta di come incrociando lo sguardo di una delle donne che partecipavano al seminario, ebbe la sensazione che gli accadesse qualcosa di magico e di quanto avessero continuato a parlare la sera, anche dopo che tutti erano andati a dormire…

Le aveva chiesto di fare una passeggiata; la cittadina che li ospitava era così piccola che si attraversava in un minuto: un museo, un ufficio postale, una gelateria; tragitto che percorsero molte volte quella sera fino ad augurarsi la buona notte, senza neppure chiedersi i rispettivi nomi; pensavano che la cosa sarebbe finita lì.

Il mattino dopo, mentre guidava, fermo ad un semaforo vide la donna conosciuta la sera prima che stava passeggiando; lei lo riconobbe e andò verso la sua macchina per salutarlo.

Entrambi non avevano pranzato, lui l’invitò a salire in macchina e insieme si recarono in un delizioso piccolo caffè dove rimasero a parlare tutta la mattina incuranti della gente che andava e veniva, prima colazione, poi pranzo… La donna doveva ripartire per la costa Orientale e lui per il Nuovo Messico. Alla fine si accomiatarono con un bacio d’addio sulla guancia; Gregg continuava a ignorare il nome della donna.

Mentre la guardava allontanarsi lo pervase una grande tristezza perché iniziava già a sentire la sua mancanza. L’osservò partire a bordo della sua auto e vide le luci posteriori sparire in lontananza…

Braden dice: “Se questo fatto fosse accaduto dieci anni fa, avrei detto che mi ero innamorato e fatto qualcosa di molto romantico; saltare in macchina per inseguirla ad esempio, oppure fermarla sull’autostrada e dirle cosa provavo per lei. Sapevo che mi stava succedendo qualcosa, ma sapevo anche che non si trattava di questo.”

Rimase seduto in macchina e all’improvviso cominciarono a scendergli sul viso delle grosse lacrime. Ricordava di aver pensato che la sensazione iniziale di familiarità, ora lasciava il posto alla tristezza, la donna era partita!

Si limitò a chiudere gli occhi e a porsi una domanda, come faceva spesso, chiedendo al cielo che gli fosse data la saggezza per comprendere la sensazione che provava il suo corpo.

La risposta che ottenne fu una semplice domanda:
“Che cos’ha questa donna che ti manca?”
Cominciò a riflettere su tutto quello di cui avevano parlato e condiviso la sera prima e al mattino al caffè; capì che quello che gli mancava veramente era la sua innocenza, la sua capacità di stupirsi delle cose.

Era qualcosa di molto importante per lui in quel momento della sua vita, perché era passato attraverso il mondo accademico e aveva trascorso molto tempo nel mondo aziendale. Si era reso conto che per sviluppare la conoscenza aveva perso l’innocenza.

Così quando capì che cosa gli mancava di quella donna, seppe che non se ne era innamorato e che lei in poche ore, era stata capace di reggere davanti a lui lo specchio di una grande parte che lui avevo perduto di se stesso per ottenere ciò che si ero prefisso di avere nella sua vita…

Ho vissuto personalmente relazioni di questo tipo; ho amato nell’altro aspetti che mi riguardavano e che io non riuscivo o potevo esprimere.

In qualche modo, l’altro metteva in scena una parte di me, soddisfaceva un mio bisogno/desiderio.

A mia volta mi sono resa conto di essere stata spesso specchio per altri.

Se chiedi a due innamorati cosa uno attragga dell’altro, potresti scoprire che si tratta di caratteristiche che sono state perse in un determinato momento della loro vita; non si tratta di amore quindi, ma di una richiesta di ricomposizione di se stessi per rientrare in possesso di aspetti persi o ceduti.

Questa consapevolezza alleggerisce le persone scaricandole di grosse emozioni bloccate.

Ci sentiamo attratti da qualcuno che riesce a esprimersi come noi vorremmo ma pensiamo di non esserne capaci…

Oppure crediamo che la sua sfacciataggine ci riguardi ma l’educazione che abbiamo ricevuto ci impedisce di dire le cose che pensiamo…

O ancora, la sua incoscienza ci affascina, vorremmo esserlo altrettanto ma abbiamo paura delle conseguenze…

L’elenco potrebbe continuare all’infinito, ma la domanda è se ci sia o no un modo per capire quali origini possa avere la passione che proviamo verso qualcuno!

La prima domanda che dobbiamo porci riguarda le qualità che noi apprezziamo nella persona: che cosa ci affascinano di lei/lui? … e quel qualcosa fino a che punto ci riguarda?

Si tratta di qualcosa che stiamo ri-trovando? È importante in ogni caso recuperare in noi tutto quello che pensiamo di aver perso e ridefinire le nostre relazioni; in questo modo potremmo meglio accorgerci se ci stiamo innamorando di una persona o di un banale riflesso.

Per quanto riguarda l’eventuale familiarità che sentiamo con un altro, potrebbe trattarsi di familiarità con noi stessi, nostalgia di come eravamo!


 
… al prossimo specchio