Come ho anticipato nel post precedente, in questo articolo parleremo di “Voglio farlo”; Michael Neil in Supercoach distingue quattro tipologie di voleri che lui chiama: desideri, capricci, fantasie e “dovrei”.

Proviamo a scoprire le differenze.

 

Desideri

Il desiderio è insolente e non si conforma ai nostri ideali: questo è il motivo per cui ne abbiamo così bisogno. Il desiderio si fa beffe di ogni sforzo umano e lo rende degno. Il desiderio è il vero e anarchico agente segreto: non c’è da meravigliarsi che la gente voglia arrestarlo e rinchiuderlo in un posto sicuro.

Hanif Kureishi, Nell’intimità, 1998

In realtà i desideri non sembrano avere un’ottima reputazione, in modo particolare se riteniamo che la nostra possibilità di essere felici dipenda dalla loro soddisfazione… e forse anche perché desiderare qualcosa, esprime un senso di mancanza?

Il tipo di desiderio di cui parliamo in quest’ambito però non è il bisogno senza la cui soddisfazione metteremmo in discussione la nostra esistenza, si tratta di un desiderio semplice, pulito, puro.

Non un bisogno disperato ma qualcosa da cui siamo attratti e che volentieri accoglieremmo nella nostra quotidianità.

Un tipo di desiderio che se si impara ad ascoltare, seguire, assecondare porterà gioia nella nostra vita.

Desiderare di migliorare il nostro quotidiano con piccoli gesti e accorgimenti ci fa sentire in pace con il mondo, il punto fondamentale è imparare a distinguere il voler qualcosa, dall’averne bisogno

Capricci

 

Che cos’è, per lo più, l’amore? Il capriccio d’un giorno, un’allegra unione, mediante la quale due esseri s’ingannano reciprocamente e spesso in buona fede.

Alexandre Dumas (padre), Ascanio, 1843

Il capriccio è un desiderio momentaneo, che può scaturire sia da uno stimolo esterno sia interno. Utili indizi su cosa vorremmo fare, essere o avere, ma effimeri, fragili, si spengono facilmente.

In quale modo possiamo indagare sui capricci?

Se il capriccio è positivo meglio soddisfarlo al più presto, altrimenti si esaurirà.

Se soddisfarlo, significa investire tempo ed energie, meglio aspettare alcuni giorni prima di procedere; è ancora presente? Allora vale la pena assecondarlo.

Oppure, terza ipotesi, se il capriccio può essere negativo, distruttivo o pericoloso sia per noi stessi sia per altri, meglio lasciar perdere. La nostra guida interiore è più gentile di quanto pensiamo, pur essendo necessario un cambiamento nella nostra vita, lei troverà un modo più delicato e positivo per realizzarlo.

Fantasie

 

La fantasia è un’ottima serva, ma una pessima padrona.

Agatha Christie, Poirot a Styles Court, 1920

Le fantasie evocano meravigliose avventure, più vicine ai sogni che alla realtà… Michael propone un esempio niente male: sostiene che buona parte di uomini e donne sposati ad un certo punto della loro storia, fantasticano su incontri amorosi con partner al di fuori della coppia. Lo scenario non ha limiti, così su due piedi potrebbe sembrare eccitante … ma se proseguiamo nella fantasiosa sceneggiatura, fino al frame in cui, tornati a casa dal loro compagno/a e spiegano dove sono stati… nel tempo le scuse saranno sempre più complesse da sostenere.

Sarà altrettanto complicato discutere con l’amante segreto e spiegargli che non si è più in grado di sostenere le scuse etc etc.

La domanda a questo punto potrebbe essere se è proprio questo, quello che vogliamo…

Le fantasie possono essere piacevoli, alleviare lo stress, la noia forse anche la tristezza, ma è l’azione scaturita dalle fantasie che può essere controproducente, oltre che una perdita di tempo e di energie.

C’è un modo per verificare se questo desiderio sia autentico o solo una piacevole fantasia?

Se non vuoi, non riesci o ti senti male dopo averlo fatto, allora saprai che è meglio lasciar perdere; il nostro corpo, il nostro sentire ce lo dirà in modo forte e chiaro.

 

A conti fatti, la realtà vale più del sogno. È più fantasiosa. Non c’è sogno capace di presentarci i mille, mille, mille aspetti diversi che un fatto qualsiasi ci presenta.

Jean Renoir

E… dovrei

 

… se solo riuscissi a condividere la frase: Mi piacerebbe tantissimo fare bene, ma non sono tenuto a farlo…

Albert Ellis

Quello che accade molto spesso invece, è che ci riteniamo in dovere di fare qualcosa a prescindere dal fatto che ci piaccia o no. Semplicemente pensiamo di doverlo fare, che qualcuno si aspetto proprio quello da noi… a volte ci concediamo di chiederci se sia la cosa giusta, la migliore, la più intelligente in quella situazione.
È una domanda trabocchetto perché, da un lato non c’è modo di saperlo se non a posteriori e dall’altro la maggior parte degli esseri umano detesta sentirsi dire quello che deve fare, anche se è lui stesso a darsi gli ordini.
Per capire se l’apparente desiderio sia più un “dovrei” possiamo prima di agire, porci alcune di queste domande:

  • Dovrei/non dovrei…
  • Devo/non devo…
  • Ho bisogno di /non ho bisogno di…
  • Si suppone che le persone debbano…
  • Ovviamente…
  • Siccome…
  • Ha senso se…


A cosa può essere utile tutto ciò? Ad esempio a individuare quale sia l’approccio che abbiamo nei confronti della nostra quotidianità, a riconoscere la differenza tra farsi guidare dal desiderio e farsi guidare dall’umore.
Nel primo caso significa basare le nostre decisioni sulla domanda: Voglio farlo?
Se la risposta è sì: fare del proprio meglio per procedere; se è no: fare del proprio meglio per non farlo.
Lasciarsi guidare dall’umore significa invece basare le proprie decisioni sulla risposta alla domanda: Mi va di farlo? se sì procedi, se no rimandi!
Le domande, apparentemente simili, portano in realtà in due direzioni opposte.
I nostri stati d’animo sono spesso legati ad abitudini e modelli di pensiero consolidati e seguirli significa ricreare la solita vecchia storia – non “troviamo” il tempo per mettere in atto quei cambiamenti che tanto ci piacerebbero ma che sembrano troppo faticosi.

Volere qualcosa è un processo fluido, vitale, ossigenante.

Quando fai quello che desideri, oppure eviti di fare quello che non vuoi fare, le tue azioni sono fluenti, ricche d’ispirazione e non comportano alcuno sforzo.

Quando riusciremo a seguire la nostra bussola interiore, tutto sarà più facile.
Per essere sicuri che stiamo facendo proprio quello che vogliamo proviamo a mettere la parola “voglio” davanti alla descrizione di qualsiasi cosa si stia facendo;ad esempio:

  • Voglio uscire con quell’amico?
  • Voglio avere quell’oggetto?

La saggezza del buon senso di cui tutti disponiamo, aspetta solo che le permettiamo di guidarci, e che impariamo ad ascoltarla perché:

  • La saggezza è onnipresente e sempre gentile.
  • La saggezza a volte è silenziosa, ma quando si esprime, lo fa sempre con chiarezza.
  • La saggezza di solito emerge nel bel mezzo del silenzio e della calma interiore.
  • La saggezza fa sentire nel giusto, anche se non sempre fa sentire bene.
  • La saggezza spesso si manifesta sotto forma di “buon senso”, ma in realtà è usata raramente.

Quindi: Sai già cosa fare!
Quello che decidi non impatterà mai sulla tua vita più di quanto non lo faccia il modo in cui gestirai le conseguenze di quella decisione.
Il numero di ragioni che hai per fare una cosa è inversamente proporzionale a quanto desideri farla.

Vuoi farla?

se piegare il ginocchio mi provoca dolore, forse saggiamente dovrei evitarlo di piegarlo…