“Immaginate per un momento che l’unico proposito della vita sia la vostra felicità. In questo caso la vita diviene alquanto crudele e senza senso. Dovete quindi abbracciare ciò che la saggezza dell’umanità, il vostro intelletto e il vostro cuore vi dicono: e cioè che il senso della vita è servire la forza che ci ha messo al mondo. Da quel momento la vita diverrà un piacere costante”.

Lev Tolstoj

Scopri il tuo destino con il monaco che vendette la sua Ferrari. I sette stati del risveglio di sé… Detta così si potrebbe pensare che il caldo mi ha dato alla testa e “straparlo”, il che sarebbe anche potuto anche accadere, considerate le temperature dei giorni scorsi, in realtà si tratta del titolo di un libro di poco più di 200 pagine, scritto da Robin Sharma, uno dei massimi esperti al mondo di leadership e successo personale, autore di una serie di bestseller internazionali tra i quali Il monaco che vendette la sua Ferrari (2007).

Faccio un passo indietro, mi ero ripromessa di passare l’estate in giardino, in assoluto relax a prendere il sole e leggere, la mia lista di letture era pronta, un mix di leggerezza e, giusto per non perdere la mano, di qualcosa che mi aiutasse a capire a che punto sono della mia vita.

Credo che ogni tanto verificare obiettivi e motivazioni sia importante.

Prima di tutto ho letto L’amore che ti meriti di Daria Bignardi, poi Le ali della Vita di Vanessa Diffenbaugh (autrice de Il linguaggio segreto dei fiori).

Mi sono piaciuti entrambi, due storie di donne, di madri e, più che mai in questo periodo, sento il bisogno di un confronto con modelli genitoriali che mi aiutino a sentirmi a mio agio in questo ruolo meraviglioso, ma spesso difficile e faticoso.

MA chi mi ha aiutato ad alleggerire le mie angoscia è stato Robin Sharma, autore dei due libri citati in apertura che sono stati definiti “favole spirituali”.

Il protagonista è Julian Mantle un avvocato americano che, incalzato dallo stress, molla tutto e parte per l’Himalaya. Quando torna, è un uomo nuovo che ha scoperto un segreto e vuole condividerlo con il mondo.

Pur definite favole, hanno lo scopo di aiutare il lettore a individuare la strada che porta al risveglio del proprio sé. Un percorso che passa attraverso una temporanea perdita di controllo sulla propria vita per poi conquistarsi la consapevolezza che permetterà di osservarla con occhi nuovi e affrontarla con slancio e senza paure.

La lettura è abbastanza scorrevole e i messaggi di facile comprensione con tanto di riepilogo finale che riassume i vari passaggi.

Le sette virtù ne “Il Monaco che vendette la sua Ferrari” e i sette stadi del risveglio di sé in Scopri il tuo destino etc…

Due le storie e due i protagonisti, mentre l’aiutante, il life coach è sempre lui, Julian Mantle, che con estrema facilità veste i panni dell’asceta o guida la sua ex Ferrari nelle vie cittadine.

Gli spunti sono tanti e molto interessanti, ma un paio di argomenti in questo momento della mia vita mi strizzano l’occhio.

Uno su tutti riguarda lo scopo, mi capita sovente di chiedermi: che cosa sto facendo? Che cosa mi porta a decidere di fare o non fare qualcosa? Quanto è importante quello che gli altri pensano delle mie decisioni? Influiscono nelle mie scelte? Vorrei poter affermare con sicurezza che le mie scelte riguardano me, quello che sento e che voglio, ma so che non è sempre così.

Robin Sharma mi ha offerto un’interessante prospettiva.
“Ricorda che lo scopo della vita è compiere il viaggio che ci riposta a casa, un luogo di interezza e al tuo io autentico… Lo scopo della vita è colmare il vuoto di integrità”.

E continua: “Dopo la nascita avviene un processo che ci allontana dalla nostra vera identità, nasciamo puri e autentici, senza paura e con il cuore aperto; conosciamo le leggi naturali che governano il mondo e sappiamo perché siamo qui, ma per compiacere chi ci sta intorno ci uniformiamo alla massa. Abbandoniamo il nostro io autentico e diventiamo qualcuno che non siamo davvero, accettando valori, credenze e comportamenti di chi ci circonda”.

Lui ha usato questo termine “inculturazione” e sostiene che maggiore sarà il divario fra il nostro vero io e colui/colei che presenteremo al mondo, peggiore sarà la nostra vita. Costruiremo via via, una personalità non reale ma creata per compiacere gli altri, anzi per essere accettati e amati. Una maschera sociale indossata per paura.
Poiché tutti abbiamo un desiderio primario di amore, cadiamo in trappola e tradiamo noi stessi, rinunciando ai nostri sogni e adottando modi di essere che non ci riguardano; questo causa un vuoto di integrità che ci blocca e limita. Tutto deriva dalla paura!

ombra-paura

Tuttavia il senso dell’esistenza è ricevere un’educazione e se stiamo attenti, ogni giorno impareremo dalla vita le lezioni di cui abbiamo bisogno; e qui trovo l’aggancio con il secondo argomento “ostico”: essere presenti.

Martino come sempre, mi aiuta. La sua difficoltà nella percezione del tempo lo porta a costruirlo, dargli consistenza, attraverso eventi; quindi conoscere cosa accadrà nei giorni seguenti e collocarli in modo lineare gli permette di placare la sua ansia.

In questo modo però è sempre proiettato nel futuro, si perde quello che accade nel presente che, a quel punto, perde di importanza rispetto al dopo. In qualche modo essere orientati al conseguimento di un obiettivo, ti distoglie da quello che fai per raggiungerlo; se non vedi l’ora di essere alla destinazione e pensi a quanto bene starai dopo, il viaggio che potrebbe offrirti mille cose… beh te lo perdi ed è come tu avessi perso un po’ della tua vita no?

La vita in fondo è un viaggio e tutto sommato la destinazione è la sua conclusione, ha senso che corriamo tanto e ci perdiamo quello che accade durante? La paura che proviamo quando ci troviamo di fronte all’ignoto è facilmente superabile se teniamo conto che anche lei ha il suo ruolo; in fondo a volte ci salva da situazioni spiacevoli, sta a noi dargli il giusto peso e resistergli quanto basta per comprendere il messaggio che ci sta portando.

“Come puoi esitare? Rischia! Rischia qualunque cosa! Non curarti più del parere degli altri, di quelle voci. Fa’ la cosa più difficile al mondo per te. Agisci per te stessa. Guarda in faccia la verità.”

Katherine Mansfield