…comunicare… il dizionario etimologico recita: dal latino Communicare render comune – far altri partecipi di una cosa, dare notizia, ragguagliare – vale anche per il sacerdote che Amministra il Sacramento dell’Eucarestia, facendo così partecipare il Cristiano alla mensa celeste.

 
…eppure la comunicazione è anche altro, ci sono diversi elementi che concorrono a realizzare un singolo atto comunicativo.
 

c’è chi che parla; c’è chi ascolta; c’è un codice – una parola – una scritta – un’immagine – un modo per esprimere tutto questo che caratterizza la comunicazione; c’è un mezzo/canale  – onde sonore o elettromagnetiche, scrittura, bit elettronici; c’è un contesto/ambiente all’interno del quale avviene la comunicazione; e poi c’è l’oggetto/l’argomento della comunicazione.

e poi ci sono altri modi che usiamo per comunicare oltre il linguaggio verbale; c’è la comunicazione non verbale, fatta di sguardi, gesti, posture etc, utilizziamo il corpo per esprimerci, a volte capita di dire molto di più di quello che si vorrebbe…

e poi c’è la comunicazione para verbale, che riguarda la voce nel tono, nel volume e nel ritmo, ma anche nelle pause ed in altre espressioni sonore quali lo schiarirsi la voce oppure nell’avere comportamenti ripetitivi – continuare a toccarsi i capelli, le mani, girare l’anello al dito…

La comunicazione per me ha la forma di un diamante, una quantità incredibile di sfacettature, una più luminosa dell’altra. La vita mi ha donato un figlio con problemi di linguaggio – una strana forma di autismo – e questo è stato per me uno stimolo straordinario. Per cercare di entrare in relazione con lui, che usava modi diversi per comunicare (quelli che aveva a disposizione ovviamente) che io non conoscevo, ho dovuto resettare tutto e ri-partire da zero.

Eravamo due alieni che si incontravano in un mondo nuovo per entrambi. In qualche modo già da adolescente la vita mi aveva “iniziata” a questo percorso. Ho scelto (non mi è ancora chiaro se sia stata io o abbia lasciato che il destino mi accompagnasse) di lavorare in una azienda tipo-editoriale.

Certo, allora la carta era il mezzo principale di comunicazione quindi anche più facile… Quello è stato il seme che ha poi prodotto una professionalità interessante, graphic designer, rendere efficace visivamente un messaggio; comunicazione visiva: un mondo, all’interno del quale ho avuto modo di vivere esperienze molto interessanti e coinvolgenti.

 
Beh, se non sono segni questi… comunque quello che cercherò di condividere sono studi, esperimenti, mezzi e soprattutto esperienze…